Acqua pubblica, alle Acli i motivi del sì

Con Don Scalmana e Marco Apostoli
Ritratto di Massimiliano Magli

Venerdì sera, le Acli di Chiari hanno accolto un incontro pubblico sul referendum consultivo di domenica sull'acqua come bene pubblico. A illustrare le ragioni del «sì» sono intervenuti Don Gabriele Scalmana, incaricato della Pastorale del Creato della Diocesi, e Marco Apostoli, del Comitato Referendario Acqua Pubblica Brescia. «Come per ogni referendum consultivo l'indicazione degli elettori sarà importante al di là dell'affluenza – ha spiegato Apostoli – ma invitiamo tutti ad andare a votare perché significa dare una forza ulteriore al messaggio nei confronti della politica. A questo si aggiunga l'indicazione perentoria del referendum abrogativo del 2011 che aveva detto chiaramente no a un'ipotesi di gestori privati nell'acqua».


Don Scalmana: «Anche papà Francesco nell'enciclica Laudato sii denuncia la tendenza a privatizzare beni essenziali che invece dovrebbero essere in mano pubblica. L'acqua ha un valore etico e religioso, per questo la Chiesa universale e quella bresciana sono scese in campo per conservare pubblica l'acqua. Viviamo in una provincia dove già la terra è stata oggetto di mercanteggio. Non vogliamo possa diventare così anche per l'acqua, che è un diritto assoluto, non si può vendere».

 

Vota l'articolo: 
Non ci sono voti