Alumec appesa a un filo
Ore cruciali per il futuro dell'Alumec di Rudiano. Alumec Srl, guidata da Adriano Scalvini, si è presa alcuni giorni di riflessione delle adesioni alle proposte della proprietà, ritenuto insufficiente rispetto quanto previsto dall'azienda.
La mezzanotte tra martedì e mercoledì era infatti il termine ultimo per aderire alle condizioni contrattuali fissate dalla ALU.M.E.C. Srl nella complessa operazione di rilevazione della precedente Spa fallita nel 2013 (curatore Giovanni Rizzardi).
Soltanto 64 dei 109 dipendenti hanno firmato l'accordo proposto: «Non voglio esprimermi compiutamente in questo momento – ha detto Scalvini – certo non abbiamo ancora molta strada da percorrere e gli spiragli di una soluzione si sono ridotti ulteriormente».
Una risposta più chiara potrebbe arrivare lunedì, quando Scalvini si sarà consultato con i suoi consulenti ma anche confrontato ulteriormente con i sindacati.
Riccardo Donadio, consulente per la proprietà, si tiene abbottonato ma ammette: «con un'adesione tanto bassa risulta difficile procedere nelle operazioni di acquisizione. Ricordo che il problema di Alumec non è mai stato legato al numero di dipendenti da rilevare ma al trattamento economico da definire in un momento di oggettiva crisi».
Ieri, fuori dall'azienda, in via Lavoro e Industria, non sono mancati i confronti spontanei tra i dipendenti, dopo lo sciopero di un'ora a rotazione di martedì, mentre i sindacati hanno trascorso una giornata interlocutoria.
Paolo Franzoni, della Fiom Cgil: «Le nostre richieste sono già definite da tempo. Ora la palla passa alla proprietà e in base alle sue mosse capiremo se sarà davvero possibile dare un futuro ad Alumec o mandare a casa tutti. Ribadisco che avere diviso le maestranze è stata una cosa gravissima. Imporre il tutti o nessuno non fa bene all'azienda, specialmente perché si vanno a toccare diritti individuali rispetto ai quali anche un solo dipendente ha il diritto di dire di 'no'. A questo si aggiunga una serie di misure che favoriscono la precarizzazione a discapito dei lavoratori storici ma anche di chi un domani avesse aspirato a un posto sicuro in questa azienda».
Martino Amadio della Uilm, confermando l'esito numerico degli accordi, si è messo con determinazione dalla parte dei dipendenti che hanno firmato: «Prima ancora di conoscere quello che intende fare la proprietà – ha detto – incontrerò loro per capire cosa ne pensano. Credo abbiano messo in campo una strategia importante in una fase cruciale della trattativa».
Alessandro Conti, della Fismic: «Ritengo che con la buona volontà le prossime ore potranno essere decisive positivamente per Alumec e i suoi dipendenti. Non sono entrato volutamente nell'agone delle polemiche perché ritengo che in gioco vi sia una soluzione che appartenga più al buon senso che a trattative esasperate. Posso solo osservare – ha aggiunto – che per l'azienda chiude riconoscendo alcune condizioni ai dipendenti significherebbe parlare di poche decine di migliaia di euro all'anno. I soldi hanno sempre un valore ma parliamo di somme che commisurate al volume di affari di questa azienda non mi paiono proprio proibitive».
Intanto a Rudiano e nei paesi della zona l'apprensione va di volta in volta crescendo: in gioco è la storia di un'azienda di lungo corso a cui molte famiglie hanno legato il proprio benessere e quello dei propri figli. Anche l'Amministrazione comunale rudianese guidata da Alfredo Bonetti guarda con attenzione l'evolversi della situazione. GUARDA IL VIDEO IN BASSO



















