Celebrato l’83esimo di Nikolajewka
Questa mattina, con un'intensa cerimonia a cui hanno preso parte istituzioni civili e militari e tantissimi cittadini, la Città di Chiari ha commemorato l’83esimo anniversario della battaglia di Nikolajewka, pagina dolorosa ed eroica della storia nazionale combattuta il 26 gennaio del 1943. La battaglia di Nikolajewka è stato l'atto finale della ritirata di Russia iniziata il 16 gennaio 1943, quando il Corpo d’Armata Alpino dopo il crollo del fronte sul Don a causa delle offensive delle truppe sovietiche fu costretto a percorrere centinaia di chilometri per cercare la salvezza. Al momento dell'inizio della ritirata il Corpo d'Armata contava 61.155 uomini, dopo la battaglia di Nikolajewka erano 13.420 quelli usciti dalla sacca ed altri 7.500 feriti o congelati. Lungo il percorso erano stati persi circa 40mila uomini, morti nella neve, dispersi o catturati. Migliaia furono i soldati italiani fatti prigionieri durante la ritirata, finiti catturati nei campi di prigionia sovietici e solo una percentuale minima di questi prigionieri fece ritorno in Italia a partire dal 1945.
La commemorazione della battaglia di Nikolajekwa è iniziata al mattino, con il raduno delle Autorità civili, militari e dei rappresentanti dell’associazionismo d’Arma e del volontariato locale che hanno raggiunto la chiesa di Santa Maria Maggiore, dove il prevosto monsignor Gianmaria Fattorini ha celebrato la messa in suffragio dei caduti. Al termine della funzione si è formato il corteo, al seguito del Corpo Bandistico di Cologne, che ha sfilato per le vie del centro per onorare i Caduti con la deposizione delle corone di alloro al Monumento in Piazza Martiri della Libertà-Piazza Milite Ignoto e al Monumento degli Alpini in viale Mellini.
In rappresentanza dell’Amministrazione comunale del sindaco Zotti, hanno partecipato il vicesindaco Roberto Campodonico e l’assessore Luigi Pozzaglio.
«Nikolajewka ci ricorda la sanguinosa battaglia combattuta il 26 gennaio 1943 al termine della tragica Ritirata di Russia durante la Seconda Guerra Mondiale - ha dichiarato il Vicesindaco Roberto Campodonico, con delega alle Associazioni d’Arma -. Onoriamo oggi nell’anniversario di Nikolajewka il valoroso sacrificio delle Penne Nere della Divisione Tridentina al comando del Generale Luigi Reverberi, con i superstiti delle Divisioni Alpine Julia e Cuneense decimate nella sacca del Don e i Reparti delle Divisioni di Fanteria Pasubio, Torino, Celere e Sforzesca. Brescia e i suoi Alpini hanno un legame indissolubile con Nikolajewka – ha concluso il vicesindaco Campodonico – e sacrificio dei valorosi Caduti nei Battaglioni della Divisione Tridentina che in gran parte erano bresciani, riconosciuti con le Medaglie d’Oro al Valor Militare al 6° e al 5° Reggimento Alpini, al 2° Artiglieria Alpina e al 1° del Genio. A quarant’anni da Nikolajewka, nel 1983, l’Associazione Nazionale Alpini a Brescia-Mompiano ha fondato la Scuola Nikolajewka, oggi “Nuova Nikolajewka” come struttura all’avanguardia nel settore assistenziale, socio-sanitario e della disabilità grave. Nel 1993 per il 50° anniversario della battaglia di Nikolajewka gli Alpini hanno costruito un asilo in Russia, a Rossosch, per ‘Ricordare i morti pensando ai vivi’. Onoriamo i Caduti dell’8ª Armata italiana in Russia, gli Alpini bresciani dei Battaglioni Vestone, Val Chiese, Tirano, Edolo e Morbegno rimasti indietro, gli Alpini delle Divisioni Tridentina, Julia e Cuneense, i Reduci del Corpo d'Armata Alpino, le Unità del 35esimo Corpo d'Armata Pasubio, Torino e del Corpo d'Armata Celere. Onore ai Caduti, al coraggio eroico di quel tragico evento che oggi, dopo 83 anni, trasformiamo in un messaggio di pace e fratellanza, che sa andare oltre la guerra: oggi ribadiamo l’importanza di essere costruttori di pace giorno per giorno tutti insieme, lanciando soprattutto ai nostri giovani il messaggio che ogni relazione umana deve reggersi sulla solidarietà e sulla pace».






















