Gesto satanista in oratorio

666 e una croce sul campo da beach volley
Ritratto di Massimiliano Magli

Una setta di satanisti o un gruppo di irrispettosi idioti che hanno deciso di imbrattare uno spazio oratoriale?Tra telecamere e qualche indagine (parola grosso perché potrebbero servire due scapaccioni ai ben informati) potrebbe concludersi presto il giallo dietro al gesto compiuto nei giorni scorsi all'oratorio di Roccafranca.
Ci sarebbe anche un'ipotesi di reato qualora il parroco don Sergio Fappani decidesse di sporgere denuncia contro ignoti: il campo da beach volley si è infatti trasformato in un «manifesto» satanico con un «6 6 6» tracciato sulla sabbia: la firma dei diavolo è spuntata due giorni fa a caratteri cubitali. E a fianco dell'iscrizione, gli autori del gesto hanno piantato un crocifisso in legno realizzato artigianalmente.
Una vicenda che ha scosso il quartiere: a notare l'accaduto sono stati i condomini che vivono in un palazzo a fianco del centro oratoriale. «Dal terzo piano – ha spiegato una coppia – è stato facile cogliere il messaggio scritto nella sabbia, che al piano terra è tutt'altro che comprensibile. Poi abbiamo notato quel crocifisso. Una vicenda a dir poco vergognosa e da deprecare».
Don Sergio non è stato subito conoscenza della vicenda, essendo il campo non utilizzato in questi giorni. «Ringrazio per la segnalazione – ha detto -, provvederemo a rimuovere questa vergogna. Spero proprio che quanto accaduto non sia legato al fatto che ho fatto rimuovere le reti del beach volley come quelle del calcio, per tutelarle dal gelo e rimetterle con la primavera».
Un tentativo di trovare una spiegazione a un gesto che in realtà non può avere spiegazioni se non qualche follia satanista o una volontà vandalica.
Il sindaco del Comune di Roccafranca Emiliano Valtulini è intervenuto sulla vicenda, dicendosi estremamente colpito dalla gravità del gesto. Ha quindi espresso una «ferma condanna, rispetto a un'azione che credo derivi comunque dall'ignoranza ed è frutto di una bravata. Abbiamo bisogno di recuperare e far capire a chi ha compiuto un gesto del genere quanto sia grave e autolesionista un'azione così. Non cerchiamo colpevoli, cerchiamo persone da aiutare, perché chi compie un gesto del genere danneggia non solo un patrimonio sacro ma infanga la propria dignità»
Il dubbio di parrocchia e amministratori è che tutto questo arrivi dai giovani. Un pessimo segnale se si infangano i luoghi che accolgono tutti gratuitamente ogni anno sotto il segno dell'amore per il prossimo.

 

Massimiliano Magli

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