Gli storioni ripopolati nonostante il vergognoso inquinamento

Giovannini crede nell'amore per la natura… Ma la Regione non c'è più!
Ritratto di mavi

E' stato un disastro ambientale e animalista, ma il papà degli storioni ha stretto i denti e, dopo tre morie per centinaia di storioni e milioni di euro per inquinamento, ha deciso di intraprendere la filosofia di questo pesce, che vive sulla Terra da 20 milioni di anni contro i 2 dell'uomo. Così Giacinto Giovannini e i suoi figli John e Sergio nei giorni scorsi, nell'allevamento Vip tra Orzinuovi e Roccafranca, hanno ripetuto un «miracolo» che va avanti da ormai da oltre 15 anni: riprodurre in cattività una serie di specie di storione destinate altrimenti all'estinzione. Fin qui la riproduzione, ma la ricerca prosegue dagli anni Settanta.
Un tempo la politica regionale coronava questo progetto con il progetto Life che tuttavia nel 2005 si è fermato, con una grave mancanza di sostegno finanziario a chi ha osato essere pioniere nel riprodurre lo storione italiano (Accipenser Naccari) che ha salvato dall'estinzione. E oggi, o meglio, pochi giorni fa, il miracolo: tornare a riprodurre nelle vasche rimaste sane dai veleni dell'agricoltura e del depuratore di Roccafranca, a monte delle vasche, questi prodigiosi pesci, capaci di una resistenza alla prodigiosità dell'evoluzione straordinaria. Ma la vera notizia non è resistere all'inquinamento, anche se questo è già impresa straordinaria, ma l'etica del progetto, visto che tutto il progetto prevede che gli storioni «siano fecondati – spiega John – ricorrendo a varie soluzioni di seme, così che riconsegniamo alla natura una parte di animali forti dal punto di vista genetico e quindi immunitario».


Sul posto il professore Leonardo Congiu dell'Università di Padova, tra gli esperti mondiali della genetica degli storioni: «Quello che fanno in questo allevamento è straordinario – spiega Congiu – perché consegnano all'umanità un capitale naturalistico straordinario. La biodiversità è un mazzo di carte a disposizione della popolazione e delle specie per giocare una partita contro le pressioni selettive, ossia contro la minaccia di estinzione che avviene per varie ragioni, dai cambiamenti climatici all'inquinamento. Contrariamente a gran parte dell'agricoltura, ma anche di certi allevamenti, l'etica di questo allevamento impone la riconsegna alla natura di una serie di storioni con il più diversificato patrimonio genetico. Per rendere l'idea: si potrebbe guardare soltanto alla quantità e far riprodurre storioni senza badare a gradi di parentela (pericolosi come per l'uomo nell'accoppiamento). Qui non accade».
La scelta di Giacinto Giovannini e dei suoi figli vince sul maxi inquinamento (oggetto di una causa patteggiata con poche migliaia di euro) ricevuto da queste vasche, in piena campagna, da liquami ricchi di ammoniaca, mortale per questi pesci. Giovannini ha brevettato anche le modalità di spremitura del seme, impedendo l'uccisione (come avviene in Russia) del pesce per poter prelevare i semi da maschio e femmina. «Servono amore e cognizione di causa – spiega Giacinto – perché anche la scienza non è stata in grado di darmi grande aiuto. Gli esperti mi hanno dato quantità sproporzionate e costose per livello degli ormoni per far riprodurre questi animali. Io, testa dura, ho scoperto che si poteva inserire una quantità di facilitatori ormonali enormemente inferiore».

E oggi la famiglia Giovannini, con i figli impegnati nell'azienda Storione Ticino (con un parco idrico tra i più ricchi d'Italia) produce 10 tonnellate di caviale da esportare in tutto il mondo.

 

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