Rogo in centro: salvi per miracolo

Una telefonata salva la vita a 7 persone
Ritratto di roberto parolari

Si è salvato grazie a una telefonata, mentre aveva appena varcato la soglia della camera da letto.
Alle 23.30 di venerdì è stato un conoscente a salvare la vita di Anas Davide Mizaui, giovane odontotecnico residente in via Marengo a Chiari.
Insieme a lui, residente al primo piano del palazzo signorile della famiglia Olmi, si sono salvate altre due famiglie al secondo piano: una coppia di anziani e una coppia di genitori con due bambine.
«E' stato solo per caso che siamo tutti vivi – spiega Anas –. Tutto è partito dalla canna fumaria della stufa a pellet dell'appartamento in cui vivo in affitto da un paio di anni. Era uscito del fumo in salotto, ho pensato a un banale mal funzionamento. Così ho arieggiato e sono andato a dormire: giusto prima di addormentarmi sono stato buttato giù dal letto da quella telefonata provvidenziale. Mi sono affacciato e ho visto le fiamme alte metri sopra il palazzo».
Al 30 di via Marengo sono accorsi i vigili del fuoco di Chiari, Orzinuovi, Palazzolo e Brescia. Il lavoro delle squadre è stato estenuante ed è durato per tutta la notte. Grazie alla piattaforma girevole i pompieri hanno accerchiato il rogo impedendo la propagazione delle fiamme agli edifici confinanti.


Alle dieci di ieri mattina via la strada era ancora sbarrata con una deviazione e al suolo erano le macerie di un tetto divorato in pochi minuti dalle fiamme.
Da una prima ricostruzione pare vi sia il malfunzionamento della canna fumaria alla base di un rogo che rappresenta un precedente e un monito anche per chi pensa che con la stufa a pellet non possano scaturire incendi gravi.
Il cattivo scarico della canna ha infatti causato il surriscaldamento dell'assito in legno e in pochi minuti un'intera copertura ha preso fuoco.
A lanciare l'allarme anche il consigliere comunale Cristian Vezzoli, che vive nella strada a fianco. «Ero uscito a gettare l'immondizia quando ho visto quella colonna di fumo in via Marengo. Ho citofonato alle famiglie e ho notato che non si erano accorte di nulla».
Sarebbe bastato qualche minuto in più e il sonno della città avrebbe fatto tutto il resto.
Le famiglie sfollate hanno trovato sistemazione tra parenti e amici, visto che il palazzo per le prossime settimane non sarà più agibile. Serviranno almeno due mesi di lavori per ripristinare la copertura. «Tornerò dai miei genitori – ha commentato Mizaui – e posso solo dirmi fortunato: l'unico dispiacere è che dovrò attendere ancora un po' per adottare un gatto che era già pronto per finire tra le mia braccia».  
 

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