L'ultimo saluto a Gian Marco Lorito

Ritratto di Massimiliano Magli

È mercoledì mattina, giorno di mercato cittadino a Palazzolo. Tra i banchi dei venditori ambulanti risuona l’incredulità e la tristezza per la prematura scomparsa di Gian Marco Lorito, 43enne agente della Polizia Locale, che il 4 febbraio si è tolto la vita con la pistola di ordinanza. 
I palazzolesi non possono e non vogliono rimanere indifferenti davanti ad una tragedia che vede oggi una famiglia privata dell’affetto di un suo caro ed una comunità che si interroga su cosa possa spingere a tale sconvolgente e definitivo gesto. 
Inutile fomentare la polemica sull’uso proprio ed improprio della tastiera del computer e dei social network, Gian Marco ne aveva avuto un assaggio importante pochi giorni fa, in questa società dove sbagliare e chiedere scusa non è accettabile mentre insultare, accusare e calunniare sì. 
Meglio unirsi alle parole del nostro Sindaco, Gabriele Zanni, che ha riconosciuto “il fallimento umano e professionale per tutti; in primis, per non aver percepito se ce n’erano delle avvisaglie”. Meglio un cordoglio sentito, un dignitoso silenzio ed una riflessione personale sul disagio proliferante tra coloro che usano la tecnologia come diaframma delle relazioni umane.
Giovedì 6 febbraio è stato proclamato il lutto cittadino in concomitanza con la celebrazione delle esequie dell’Agente Assistente Esperto di Polizia Locale. Un invito a partecipare come comunità al triste momento del saluto svoltosi in provincia di Torino che ha interpretato il sentimento non solo del personale dipendente del Comune bensì di tutti i palazzolesi stretti attorno a coloro che, ormai appellandosi al ricordo, sente Gian Marco ancora vicino. 

 

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