Un'ondata di rifiuti paurosa
Una marea spaventosa di rifiuti ha invaso nelle ore scorse la città di Chiari. Un fiume di immondizia, liquami e oggetti ingombranti che ha finito per mettere ko la città, trasformatosi in poche ore in una discarica a cielo aperto a causa dell'inciviltà di tanti, troppi cittadini.
Un'ondata che ha ricordato inondazioni da dissesto idrogeologico per la mole di rifiuti che è arrivata. Tutta colpa della civiltà: infatti non ci sono scuse tecniche a questo fenomeno, sebbene la roggia Castrina, interessata dall'evento, fosse secca da diverse settimane per lavori di pulizia.
Una volta riaperto il corso d'acqua ecco lo scempio che ne è derivato, a fronte di migliaia di abbandoni nella roggia secca, trasformatasi per mesi in una discarica a cielo aperto.
Il picco di questa invasione di rifiuti lo si è vissuto tra sabato e domenica 24 aprile: la quantità di rifiuti incamerata dalla città ha messo a dura prova anche snodi, chiaviche e ponti, dove molti privati sono intervenuti per ripulire le acque dall'immondizia.
Gli agricoltori in allarme hanno contattato le rispettive rogge per provvedere a interventi di pulizia straordinaria, onde evitare ingorghi ed esondazioni.













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