Un'ondata di rifiuti paurosa

La Castrina racconta la civiltà 2.0
Ritratto di Massimiliano Magli

Una marea spaventosa di rifiuti ha invaso nelle ore scorse la città di Chiari. Un fiume di immondizia, liquami e oggetti ingombranti che ha finito per mettere ko la città, trasformatosi in poche ore in una discarica a cielo aperto a causa dell'inciviltà di tanti, troppi cittadini.
Un'ondata che ha ricordato inondazioni da dissesto idrogeologico per la mole di rifiuti che è arrivata. Tutta colpa della civiltà: infatti non ci sono scuse tecniche a questo fenomeno, sebbene la roggia Castrina, interessata dall'evento, fosse secca da diverse settimane per lavori di pulizia.
Una volta riaperto il corso d'acqua ecco lo scempio che ne è derivato, a fronte di migliaia di abbandoni nella roggia secca, trasformatasi per mesi in una discarica a cielo aperto.
Il picco di questa invasione di rifiuti lo si è vissuto tra sabato e domenica 24 aprile: la quantità di rifiuti incamerata dalla città ha messo a dura prova anche snodi, chiaviche e ponti, dove molti privati sono intervenuti per ripulire le acque dall'immondizia.
Gli agricoltori in allarme hanno contattato le rispettive rogge per provvedere a interventi di pulizia straordinaria, onde evitare ingorghi ed esondazioni.

 

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