Si è spento don Antonio Mazzi

Ha dedicato la sua vita al recupero dei giovani più fragili
Ritratto di roberto parolari

È scomparso ieri a Milano, nella sua storica casa all'interno del Parco Lambro, don Antonio Mazzi, sacerdote che ha dedicato la sua intera vita al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile. Fondatore e presidente della Fondazione Exodus, don Mazzi aveva 96 anni. 
Ad annunciare la morte del suo fondatore è stata la stessa Fondazione Exodus.
«Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori – si legge nel comunicato della Fondazione -, Don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus. Trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione».
Di don Antonio Mazzi riportiamo il ricordo del nostro direttore, Massimiliano Magli, che lo incontrò a Urago d'Oglio.
«Don Mazzi venne nei nostri territori più volte. Ricordo il giorno in cui ci trovammo nel Ristorante Pizzeria Piera di Urago d'Oglio, della famiglia dell'allora vicesindaco Luca Squarzoni Balestra, prematuramente scomparso tre anni fa. Io ci arrivai in ultimo per ascoltarlo e lui era già seduto tra altri commensali in una lunga tavolata. Lì don Mazzi raccontò le dure storie di vita che aveva affrontato, storie da marciapiede, storie di sofferenza bestiale legate alla droga ed ad altre dipendenze. Lo faceva con schiettezza e naturalezza e alla fine, prima di andare, dopo aver bevuto il caffè chiese la grappa. Avrà avuto circa 80 anni. Personaggio autentico e pieno di forza, con una grande fiducia nei giovani che sono stati la sua vera fede, anche quelli più difficili. Giovani in cui ha probabilmente visto quello che noi, parroci inclusi, non siamo in grado di vedere, l'esempio di un Gesù attuale». 
Nato a Verona nel 1929, don Antonio Mazzi ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: 
un'avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la “Carovana Exodus”, diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un'opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall'emarginazione. Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. 

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