Ubi, via alla chiusura degli sportelli
Lo chiamano piano industriale, ma in realtà è una sforbiciata di filiali e dipendenti. Forse dovuta: visto che come notano gli economisti, in Italia ci sono più filiali e bancari (molti dei quali con inaccettabili privilegi) che non pizzerie (Financial Times).
Sarà. Sarà anche la crisi, ma, se non fosse che di mezzo ci sono decine di posti di lavoro, viene da dire che qualcosa purtroppo finalmente torna. Torna il fatto che il sistema bancario equivale in larga parte a un sistema elettorale, che in quanto tale troppo a lungo si è sottratto alle ragioni dell'economia reale, come vi si sottraggono i parlamentari dei vecchi partiti che percepiscono redditi e concepiscono un'economia irreale a loro vantaggio.
In fondo quello dei bancari è in larga parte anche un bacino di voti che per anni ha avuto la sua bella inquadratura con preferenze che andavano in questa o quella direzione a seconda del gruppo di appartenenza. Fermo restando che vogliamo credere nella libertà di voto di ognuno, ma non è così e già lo sapete, almeno non per tutti: qual è il dipendente che votava contro la banca di presunta sinistra (una Monte Paschi per esempio) sapendo che senza il Pd al potere la banca stessa, forziere del Pd, sarebbe stata indebolita?
Analogamente potremmo ragionare per la banca democristiana o pseudo tale (Ubi appunto) e per una banca di destra come Mediolanum.
Per Ubi Banca è stata prevista la chiusure di 88 filiali e di 9 mini-sportelli. Considerando le filiali, saranno 22 quelle di Ubi Banca che chiuderanno sul territorio bresciano: 11 con l’insegna del Banco di Brescia, tre della Banca Popolare di Bergamo e otto di Banca di Valle Camonica.
I primi incontri tra i rappresentanti sindacali e il management hanno espresso questi numeri. Se fossi il padre di un impiegato bancario gli consiglierei di guardarsi intorno già da tempo. Da quando per esempio notavo divari enormi tra la capacità di contrattare e di privilegiare i risparmiatori da parte della banche esclusivamente «on line» e l'incapacità delle banche cosiddette sul territorio: che invece sul territorio hanno fatto spesso disastri, con frasi tipo «il conto come sa ormai rende zero (palle, visto che ti presto dei soldi come me li presti tu a tassi comunque positivi) ma le facciamo pagare solo 5 euro al mese e 3 euro i bonifici». Sono la punta di iceber di un establishment dirigenziale che non ha fatto un emerito nulla per il risparmio più importante, quello delle famiglie e quello delle imprese. Non voglio poi entrare sulle diffusissime vicende di anatocismo che hanno vergato sangue sulle carte contabili di tante imprese. Non voglio infine entrare nel merito di tanti, troppi consulenti (dio solo sa quanti ne ho conosciuti dal punto di vista operativo) che “confondevano” fondi monetari con veri e propri investimenti, obbligazioni subordinate con prodotti di certa sicurezza. Ecc. Ecc. La banca on line rappresenta la sconfitta di questo sistema: il sistema che doveva essere 1 to 1 e che invece è diventato 1 to 0. Da quando ero piccino ad oggi nella mia famiglia ho visto solo enormi delusioni raccolte dai miei genitori: per nulla sospettosi, per nulla intenzionati a imparare l’abc della banca, avevano la pretesa che nell’operatore vi fossero etica e competenza... Già, la competenza nel tradire... E questo, cari miei, ve lo assicuro è ancora oggi assai presente. Del resto i “romanzi” come “Wolf of Wall Street” non nascono certo come fantascienza. I dipendenti che usciranno per Ubi sono 2750, di questi 1300 saranno deviati sul fondo di solidarietà, che gli operai e i precari cococo o cocopro non sanno nemmeno cosa sia. Nel piano tuttavia sono previste anche 1.100 nuove assunzioni, numeri che lasciano perplessi visto che forse sarebbe stato il caso di ridurre i licenziamenti: ma, si sa, in Italia i piani di crisi convengono alle aziende e non allo Stato, così ti riempi di quattrini per gli incentivi di licenziamento e poi riprendi quelli che avresti dovuto tenere con un altro nome e cognome e magari gli altri licenziati in gran parte sono già pensionati ante-data.
In tutto questo lungi dall’accostare il mio inciso sull’atteggiamento di troppe banche a uno specifico caso Ubi... Sono anzi certo non sia molto migliore né peggiore delle altre, ma siccome di soldi per querelare Bazoli ne avanza certamente preferisco lasciare alle indagini della Guardia di Finanza, avviate ormai da mesi, e della magistratura capire come si possano ancora oggi fare patti tra banche e diocesi, perfino seminari, salvo poi salire sull’altare a predicare il pane al prossimo, o peggio ancora definire non “bancabili” lavoratori che chiedono denaro per quello stesso pane e con garanzie ormai enormi.
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