Io ero contro di te e i tuoi «maledetti, bastardi, schifosi ludrianesi»... e tu eri contro di me e i «maledetti, bastardi, schifosi roccafranchesi...». Eravamo cresciuti con queste assurde credenze.
Era una giornata di sole, forse giugno, visto il caldo.
Eravamo in zona artigianale, direi per intenderci alla prima svolta dietro l'azienda Casalini che già c'era, ma dietro erano terra brulla e una prima urbanizzazione.
La verità è che tu, tuo fratello Cassio, i Tinti (Mauro e Giuliano), Marco Foschetti, Floriano, credo Salvati e qualcun altro eravate più coraggiosi e forti di noi... Ci eravamo inventati la battaglia tra Ludriano e Rocca. A coordinarla il maestro di ginnastica Paolo Alessandrini (quoto sua figlia Sara Alessandrini che prego di fare avere al papà questa testimonianza).
Roccafranca.
Graziella e via, su e giù per le strade del Vescovato. Giornate intere trascorse tra bicicletta, il cercare rane, giocare a palla e immaginare il proprio futuro. Alla sua Graziella si affiancava la moto da cross di Ermanno Borella, amico inseparabile. Io c'ero, nel Vescovato di quegli anni. Si giocava e ci si tirava per il culo allegramente. Era una piccola oasi rispetto alla violenza verbale e fisica che altri giovanotti più grandi di me mi regalavano tra oratorio e piazza. Il Vescovato, historia docet, era e resta un luogo dove crescere tranquilli.
Valter Paneroni di mezzo a ieri e a oggi ci ha messo l'arte del vetro di Murano, una di quelle invenzioni d'arte che turerebbero la bocca a chiunque volesse ricordare la Roccafranca Comune economicamente depresso degli anni Ottanta.
Consegnato il Premio Rosa Camuna
“Più uno. La politica dell'uguaglianza” di Ernesto Maria Ruffini
Sabato parte la XX° edizione della Leonessa d'Oro
Progetti e interventi per la conservazione del costruito