Golf, la partita si riapre. Sul green ci si mette il Tar
Golfisti nomadi senza terra
Lo avevamo detto e scritto.
Non si fa così a fare politica e non si fa così ad affrontare l'interesse di enti «altri», privati, misti o aziende, rispetto al mondo della politica.
E il Tar lo ha confermato silurando la bocciatura del Consiglio comunale di Chiari di ottobre al progetto del Golf al Santellone. Quel progetto, promosso dall'istituto Morcelliano presieduto da don Alberto Boscaglia, era stato vagliato in ogni aspetto con approvazioni di Arpa, Asl, Enti sportivi, Provincia, Giunta ed era in approvazione per la collocazione urbanistica.
Tutto era fattibile e osservabile prima della seduta di Consiglio, poi no, si votava ciò che era arrivato e con motivazioni pertinenti.
Invece in Consiglio, complice l'assurda deriva di alcuni consiglieri di maggioranza, non si è votato contro nel merito, ma contro a priori con giustificazioni tipo «con la crisi fanno il golf», «non è nelle proprie finalità» (l'Asl che è l'unico ad avere competenza sugli statuti aveva ribadito che la finalità statutaria era rispettata), oppure ancora «con la crisi licenziano gli animatori eppur fanno il golf» («il golf è un progetto di impresa che servirà anche a potenziare la dotazione organica della Fondazione, soprattutto se si farà tutto il resto, visto che – ha ricordato Boscaglia - muovo una pietra e faccio qualcosa solo se ci sono gli acquirenti», garantendo invece da subito solo il primo campo pratica).
Poi si poteva, come ho scritto dieci giorni fa sull'editoriale del numero di Gennaio, ragionare sul numero di villette e sulle mille altre cose, ma alla fine una indefinita mescolanza di cittadini ha dato contro senza pareri pertinenti, tanto che Forza Italia ha bocciato le osservazioni di NoninGolfiamoci che però non si sa perché esultava. E' stata invece accolta l'osservazione del Comune di Pontoglio, mentre sul voto finale non si è fatto altro che esprimere un voto negativo che lascia a dir poco spaesati.
Il Tar l'ha riconosciuto e, al di là di come andrà questa vicenda, resta uno smacco pesante per la comunità e per il mondo dei privati che investono a Chiari. Non è vero che una fondazione è di tutti: è un ente misto che agisce in nome di certi ideali e lo fa con un proprio board. Che vuol dire di tutti?
Anche la famiglia è di tutti i famigliari, ma i figli devono ubbidire ai padri finché questi hanno la potestà e compiono scelte legittime. Ecco il punto: il consiglio doveva contestare legittimità e criticità pertinenti.
«Questa vicenda andrà in udienza il 2 aprile ed è stata accolta dal Tar pienamente -ha detto il sindaco Sandro Mazzatorta -. Soddisfatto? Mica tanto: abbiamo lavorato due anni e ci troviamo la giustizia a doverci bacchettare per una questione che ora rischia di portare un danno erariale al Comune per eventuali azioni risarcitorie da parte dell'ente Morcelliano, perché qualche consigliere si è voluto il quarto d'ora sotto al sole. Per quanto riguarda i consiglieri del Pdl io sono sereno: ho sempre detto che un 'no' a questo punto dell'iter richiede l'assunzione di precise responsabilità».
A questo si aggiungono possibili azioni di responsabilità nei confronti di chi ha votato contro un progetto senza motivazioni pertinenti.
Insomma un gran risotto che ora tornerà in Consiglio obbligatoriamente entro il 2 aprile: due le possibilità: o si approva il golf e si stralcia così il procedimento giudiziario o, se lo si boccerà nuovamente senza trovare motivazioni pertinenti, si rischieanno la bocciatura a sua volta del Tar e l'azione danni del Morcelliano.
Un po' come andrà con le Trafilerie Gnutti sulla loro localizzazione: o si dimostrerà ad Asl, Arpa ecc. che c'è una localizzazione migliore a quella di via Milano (carte in mano) oppure sarà grottesco riprendere a parlare di vasche, camini e inquinamento quando tutte queste cose sono state licenziate dalle autorità competenti. A meno che anche in questo caso i consiglieri non siano stati in grado di evidenziare errori oggettivi.
Una piccola chiosa mi sembra importante e la condivido con il sindaco Mazzatorta: «Confondere il Consiglio comunale - che è sì organo di indirizzo e politico - con un organo che può deliberare ciò che gli pare senza motivazioni pertinenti è gravissimo».
Quando queste robacce accadono nel pubblico o c'è qualche consigliere o assessore che fanno ricorso alla magistratura oppure tutto finisce sotto silenzio. Quando lo si fa a un privato, se questo ha la forza di fare ricorso poi sono cazzi e ben vengano i cazzi in un paese dove si fa troppo qualunquismo con presunte novelle ambientali e ideologiche.
E i cazzi sono di tutti i clarensi, come ho scritto a novembre quando titolai sul Giornale di Chiari ricordando che hanno perso tutti. Ora i costi di difesa dell'ente – dovuti – saranno soldi in meno per futuri animatori o progetti. Ma mi piace vederla con chi ama lo sport e sogna questo campo, come tanti golfisti: ora possono quantomeno tornare a sperare.
E ora vedremo se anche il prossimo sarà vittima sacrificale di una politica che ha raggiunto livelli sconosciuti per la nostra città, per di più in un momento di gravissima crisi economica.
E dunque avanti il prossimo. Salve Dott. Gnutti...
















Navigazione Lago d'Iseo: dal 15 giugno entra in vigore i nuovi orari estivi
Carabinieri smantellano traffico di droga
Il 13 giugno il via alla rassegna “Un’Estate tra Vigneti e Cantine”
Nasce l'orto didattico della scuola dell'infanzia di Mairano