Il paese piange Cristoforo Franzelli
Roccafranca piange il suo «papà», il sindaco che più di qualsiasi primo cittadino del paese ha retto le sorti del paese. Cristoforo Franzelli si è spento nel tardo pomeriggio del 15 giugno, dopo una rapida e incurabile malattia. Era stato sindaco del paese per ben 29 anni consecutivi, fino al 2000.
Già dalle prime ore, la sua storica abitazione in via Crivello si è affollata di amici, conoscenti e colleghi di una vita politica lunghissima. Punto di riferimento di una intera comunità, Cristoforo aveva lavorato come dipendente nel mondo della pubblica amministrazione, pur riuscendo a curare al meglio il suo impegno politico amministrativo. Aveva affrontato senza remore la pensione, lasciando del tutto ogni impegno in questo settore, per calarsi totalmente nel paese: la visita ad amici e parenti, una puntata all'osteria S. Antonio per una partita a carte, qualche chiacchiera e il saluto al cimitero alla moglie Giovanna Ferri, scomparsa nel 2011. Ma era sempre attivo e memore: lo scorso anno mi aiutò con alcuni dati per ricostruire la storia del "Chisù" sul fiume Oglio e, nella sua riservatezza, era come una brace sotto la cenere, pronta e gentile a destarsi quando la comunità lo richiedeva.
L’ho conosciuto bene sin da quando ero ragazzino, a fine anni ‘80, quando mi impegnai con la Dc come responsabile giovanile del partito: allora la voglia di cambiare il mondo consentiva di cimentarsi in queste sfide persino con la “balena bianca” Dc.
La politica era parte integrante della sua vita: non conosceva il confine tra famiglia, fede e politica. E' vissuto e morto da democristiano, fermamente convinto del valore cristiano nella politica. Eugenio Massetti, presidente di Conafartigianato Lombardia, concittadino e segretario della Dc di Roccafranca nei primi anni Novanta: «Se ne va una persona buona, sempre disponibile rispetto alla comunità. Aveva cambiato il paese mettendo mano all'area artigianale: un'operazione che ho vissuto direttamente e che ha risollevato il paese, che fino agli anni Ottanta era inquadrato nelle cosiddette aree depresse. Oggi il distretto artigianale è tra i più vigorosi della zona e beneficia della viabilità tra Orzinuovi e Chiari anche grazie all'apertura del casello clarense di Brebemi». Franzelli lascia nel dolore il figlio Angelo, e con lui ne piangono la scomparsa i fratelli acquisiti da Angelo (Giuseppe, Enrica, Fabio e Giovanna). Con loro anche il fratello Giuseppe, vescovo di Lira (Uganda). Andrea Maina, due volte sindaco di Comezzano-Cizzago: «Se ne va un amico, con cui mi vedevo anche dopo l'esperienza amministrativa. Sognavamo ancora come bambini come migliorare le nostre comunità».















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