Ciao Tiago
Silenzio, lacrime, interrogativi, le lettere degli amici, dei compagni di lavoro, i ricordi via social, gli aneddoti in presenza in una sala del commiato, a Chiari, che in queste ore è diventata l'ultimo bar per Tiago Gugliotti. Perché nei bar Tiago aveva lavorato come pure nelle pasticcerie, a cui aveva dedicato gli studi superiori. Questa mattina, martedì, alle 10, al cimitero di Roccafranca, è fissato l'ultimo saluto.
A 21 anni, il giorno di Santa Lucia, ha deciso che il suo viaggio era diventato troppo impervio, tanto erano il dolore e lo sfinimento che aveva accumulato. Quando le sue nubi si diradavano, Tiago era l'emblema della gioia, con un sorriso irresistibile. Di un'intelligenza e di un'ironia spiazzanti, aveva conquistato in un attimo il cuore dei suoi familiari, degli amici e dei colleghi di lavoro. Tutti ignari della sua sofferenza.
Nessun episodio può essere una risposta definitiva per ciò che ha fatto, ma certamente Tiago, con la sorella Tiziana, aveva vissuto il dramma dell'abbandono genitoriale, rinascendo grazie alle braccia della zia Cristina, dello zio Juan Angel, divenuti presto mamma e papà, come pure dei nuovi fratelli Paula e Pablo e dell'amatissima nipotina Gaia.
Tiago ha lasciato splendidi ricordi tra i colleghi dove aveva mosso i primi passi lavorativi: dalla forneria Rovetta di Chiari alla pasticceria Margherita di Rudiano, come pure al Café del Mar dove è stato amato e sempre incoraggiato dai fratelli Beppe, Mario e Walter Martinelli. Per Tiago il mondo degli adulti è stato spesso un'occasione di rinascita, altre volte una ingiusta occasione di umiliazione.
Di qui il monito di educatori e psicologi: «Gli adulti devono sempre essere un garante della salute fisica e mentale dei giovani, in ogni contesto: dallo sport alla scuola al lavoro. Tanto più con chi per età o per natura è esposto a maggiori fragilità».
Claudio Piantoni, patron del Soccorso Fraterno di Rudiano: «La nostra associazione non è solo attiva per trasporti sociali e come casa funeraria. Siamo a disposizione di chiunque, giovane o meno giovane, soffra le difficoltà di Tiago. Parlare salva la vita. Se avete vergogna o temete di preoccupare i vostri cari, venite da noi che vi indirizzeremo a un aiuto e a un percorso in assoluto anonimato».














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