“Sul fiume è di nuovo primavera”, così recita il volantino che ha annunciato una serie di manifestazioni del 20 e 21 Marzo scorso. Manifestazione che si è svolta lungo il tratto di fiume che costeggia il Parco Metelli.
E’ noto che negli anni 1784-1824 il vecchio centro cittadino subisce profonde trasformazioni urbanistiche. Prima i Palazzolesi e poi l’Austria, nel tentativo di raddolcire le salite e rendere più agevole il passaggio dei passeggeri e delle merci, hanno realizzato nuovi percorsi stradali a partire dal Maglio fino a San Sebastiano. E’ si rese necessario dare un nome nuovo a vie e piazze. La quadra di Mercato contava la Contrata molendinorum Olei-Contrata Romilie, seu ubi dicitur ad Romiliam-Contrata MugazoniContrata de becariis-Contrata Sancte Marie MagdaleneContrata pontis Olii-Contrata platee minoris, seu inferioris, seu contrata Sancti Johannis Baptiste- Contrata platee superioris, seu pontis seriole de Claris, seu platea Sancti Fidelis-Platea mercati, oppure platea magna, oppure platea major . Il 5 marzo 1881, al Consiglio Comunale veniva proposto d‘intitolare una parte della Piazza del Mercato allo scienziato Paolo Gorini, morto il 2 febbraio scorso.
Un murasco, don Luigi Tamanza, rettore di San Giovanni per cinque anni, nel 1705 fa testamento e nomina suo erede universale la veneranda società del del SS.Sacramento, “perchè fosse comprata o affittata una casa in piazza di Palazzolo, fuori dai rumori, capace di tenervi scuola per far insegnare a leggere e scrivere e far conti li figlioli della terra di Palazzolo e pagato un maestro o due secondo il bisogno”.
Un giorno d’autunno di 1700 anni fa, un generale stupì i suoi soldati ( e ancor più i nemici) guidandoli in combattimento sotto una nuova bandiera, che gli era apparsa in visione e gli avrebbe garantito la vittoria. La nuova insegna riportava il nome di un’altrettanto nuova divinità, Cristo. O almeno questo è quanto sarà accreditato dagli scrittori cristiani, che a partire dagli anni immediatamente successivi intorno alla figura del generale, Costantino, e alla sua conversione, costruiranno in vero e proprio mito destinato a durare nei secoli e a ispirare artisti del calibro di Pietro della Francesca e Raffaello. Da quando frequentavo la scuola, mi è rimasta impressa nella mente la battaglia di Ponte Milvio e la scritta in latino “In hoc signo vinces” fatta dipingere sugli scudi dei soldati romani accanto alla Croce.
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