Un'ambulanza corre in via Martin Luther King a Chiari. Attimi concitati, non c'è la sirena ma la sua presenza allarma tutti. Quindi la corsa verso il centro storico dove i volontari della Croce Bianca si presentano a un uomo dicendogli di essere stati inviti dal 118.
Una sola richiesta per non imbarcarsi sull'autolettiga: firmare il vialibera che libera da responsabilità i soccorritori. Il cuore batte forte ed è per quel cuore che i volontari sono arrivati velocemente. Un problema di cardiologia? Nient'affatto: nulla che non si risolva finendo all'altare.
Ed è così che dall'ambulanza, una volta aperto il portellone, escono nell'ordine un nugolo di palloncini colorati, quindi una giovane e bionda ucraina diretta al suo sposo.
Sarà hi-tech, con due farmacisti e un eventuale terzo dipendente amministrativo.
E' il primo identikit della nuova farmacia comunale di Chiari, in programma da un anno a questa parte e sottoposta a un concorso di progetto varato da Chiari Servizi che prenderà in carico la gestione del nuovo esercizio farmaceutico.
A confermarlo è l'assessore alle attività produttive Domenico Codoni che sta partecipando ai lavori di commissione e di Giunta per definire l'iter che entro il prossimo anno porterà alla nascita della prima farmacia interamente comunale della cittadina.
«Con Chiari Servizi abbiamo già perfezionato gli aspetti progettuali – spiega Codoni – che conferma come lo spazio dell'ex bar dell'ospedale, con relativo magazzino, sia sufficiente a soddisfare le esigenze della nuova attività.
Una intitolazione evidentemente maledetta quella al musicista clarense Nino Piccinelli. Lo storico locale Guerino Lorini ci ha messo quindici anni per ottenere un ricordo toponomastico per uno dei musicisti italiani più importanti nella prima metà del Novecento, autore tra l'altro del celeberrimo brano «Ta-pum». Compositore, direttore di orchestre, scelto dalla Rai per diversi eventi, Piccinelli a Chiari non ha una iscrizione che ne ricordi la grandezza. Una battaglia senza colpo ferire, quella di Lorini, contrassegnata semmai soltanto da pregevoli pubblicazioni e iniziative culturali per far conoscere questo bersagliere volontario che fu in trincea nella Grande Guerra e invitare il Comune di Chiari a celebrarlo in modo adeguato.
Si chiama «Zigno Day» si legge amicizia. E' ormai lo «slogan» di una giornata che sebbene sia arrivata soltanto alla seconda edizione, finisce per essere considerata ormai un evento per tutta Roccafranca.
Si svolgerà domenica, 29 maggio, alle 11, sul campo del «Centro», ovvero il centro giovanile.
Un evento genuino ed encomiabile perché privo di qualsiasi marchio, tutto frutto di amicizia e volontariato. Al punto che nessun patrocinio né collaborazione sono stati richiesti dai ragazzi della Trattoria S. Antonio, dove, tra il serio e il faceto, è nata l'idea di dedicare a Luigino Baglioni, classe 1966, una partita del cuore davvero speciale.
Il clima è quello delle partite da Oronzo Canà, l'agonismo è allungato dai «pirli» a bordo campo, la gioia celebrata infine da una premiazione vera e propria, con tanto di coppe luccicanti, medaglie e un speaker che racconta Luigino come giocatore speciale, in campo come nella vita.
Sussurrava ai cigni, alle anatre (compreso un raro esemplare di anatra siberiana) e ora lo fa anche con i pesci di fosso. Quelli che quando asciugano una roggia muoiono a migliaia.
Ci vorrebbe ben più di un premio civico per Giacinto Mantegari, muratore clarense in pensione che da oltre dieci anni tiene meglio di un giardino privato non tanto il marciapiede di fronte a casa, bensì l'intera Seriola Vecchia.
L'uomo, grande appassionato di animali, non ha resistito all'idea che la roggia potesse essere chiusa per mesi per lavori di manutenzione. «Andare a secco per così tanto avrebbe significato, oltre che una massiccia moria di pesci, anche un rischio di estinzione per gli uccelli acquatici che vi vivono: anatre, anatroccoli, cigni sarebbero stati a rischio o si sarebbero spostati lasciando l'oasi che ho creato in viale Teosa. E poi, sia detto fuori dai denti, questi cigni me li sono comprati io per bene due volte, dopo che me li avevano rubati due volte».
Esilarante, eccessivo, surreale. Forse in un romanzo sarebbe sembrato semplicemente un «falso» legato alla debordante fantasia dello scrittore.
Invece è accaduto, con quella parabola rapidamente discendente a cui certe esistenze vanno incontro.
Così ieri, mentre i 5 Stelle protestavano a Milano invitando la Giunta regionale di Roberto Maroni ad andare a casa dopo l’ennesimo scandalo (l’arresto di Fabio Rizzi, consigliere regionale e braccio destro del governatore), scopriamo il Rizzi predicatore e paradossale profeta di se stesso.
Si parla d’altro con Sandro Mazzatorta, sindaco di Chiari fino al 2014, e collega di Senato di Rizzi fino al 2012, quando salta fuori come un flash il ricordo di un libro che lascia a bocca aperta per titolo, contenuto e citazioni.
L'arrivo in municipio a Chiari avviene alla spicciolata, chi accompagnato dal comandante dei vigili, chi da un collega di Giunta o di Consiglio. (IN BASSO LA FOTO GALLERY DEL TAVOLO SICUREZZA)
Il questore Carmine Esposito e il prefetto Valerio Valenti si fermano sul piazzale, una stretta di mano veloce, tra le forze dell'ordine, gli altri gradi di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, oltre ai comandanti della Polizia Locale. La vera notizia è il «fuori palazzo»: la gente arriva in municipio convinta di poter entrare e assistere all'incontro. «Nemmeno a parlarne – fanno notare i vigili urbani di Chiari –. Si tratta di un tavolo tecnico chiuso al pubblico». Fuori dal palazzo comunale la gente si sofferma, discute animatamente, cerca di indovinare i toni dell'incontro. Il sindaco di Chiari Massimo Vizzardi fa gli onori di casa, accogliendo Questore, Prefetto e Forze dell'ordine.
Addio Duca Bianco... Ricordo tutto del giorno in cui ti ho amato dal vivo: Stadio Rigamonti, 8 luglio 1997... Avevo un paio di jeans e una maglietta verde militare, con una collana «marocca» a cui era appeso un pendaglio di ceramica con effigiata una foglia di «maria», io che nemmeno sapevo cos'era fumare una sigaretta.
Quel pendaglio era il retaggio di un viaggio magnifico fatto un anno prima a Barcellona, perché magnifici erano gli amici che lo vissero con me. Indimenticabile, irripetibile, come la giovinezza che tutto adorna di luce e gloria nella nostra sensazione di ragazzi che, immodesti come la gioventù, pretendevamo di tutto cogliere e di tutto godere. E in parte ci abbiamo colto e goduto assai, se a 22 anni abbiamo scelto di andare in cerca di chi era, in primis, un idolo di genitori e zii.
Lo sapevamo: Pd, Lega e Forza Italia continuano nella spartizione del manageriato pubblico senza alcun dietro-front. Alla direzione generale e a tutti i vassalli della sanità è arrivato nei giorni scorsi il nuovo risciacquo delle cariche, con la spedizione a Chiari di Mauro Borelli, in quota Lega.
Che la sua appartenenza partitica non sia una semplice parentela lo dimostra la mail che nel 2011 l’allora direttore generale dell’Asl, Mauro Borelli, mandò ai colleghi dirigenti e subordinati. Un contributo volontario (di migliaia di euro ndr) da versare nelle casse del Carroccio, replicò lui in un'intervista.
Furto di bestiame senza precedenti nei giorni scorsi per una famiglia di pastori proveniente da Sellero. Per la famiglia Carminati, che si divide tra la nostra provincia e Cremona, quanto accaduto tra il 17 e il 18 dicembre ha dell'incredibile e del drammatico: in una sola notte sono scomparse 200 ovini, 170 pecore adulte di razza bergamasca e una trentina di capre meticce.
Addio a "Ciro"
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in dialogo con Aldo Cazzullo per il centenario dell'Istituto Salesiano
Onde Musicali sul Lago d’Iseo non si ferma
Addio a Franco Baresi