E' stata la pantera del Grande Fratello nel lontanissimo 2000. E dico lontanissimo perché 15 anni, a confronto di quanto è peggiorato questo format negli anni, paiono almeno il doppio. Se poi si considera che il Grande Fratello aveva un «fratellone» maggiore che era nato nel 1995 con il format «Davvero» e che era splendido in fatto di genuinità, quegli anni appaiono ancora di più.
A chi ci riferiamo? A Cristina Plevani, iseana doc, che ha portato a Iseo le telecamere di tutta Italia con la prima edizione di quel format.
Oggi la curiosità è tanta rispetto alla sua figura, tuttavia più schiva rispetto al passato ma non sui social, dove ha attivo un profilo con migliaia di seguaci. Un approdo docile dopo anni trascorsi in tv anche a seguito della trasmissione Mediaset, ma non inosservato.
Quello che emerge è il profilo di una donna ormai matura, single e un po' nostalgica, ma anche molto maturata, come gli anni impongono.
E’ il primo giorno di Avvento. La Città, una qualsiasi città italiana, Chiari, si veste di Natale, si illumina di un primo improbabile abbozzo di consumismo, in definitiva cerca di lasciare alle spalle ciò che il mondo ci sta drammaticamente raccontando.
Nella parrocchia più grande della provincia si mette mano al lucido per i banchi del Duomo, ai nuovi paramenti per la festa delle feste cristiane, si tenta di recuperare il recuperabile per una comunità che si interroga confusa, spaesata e spaventata per cosa possano significare ancora parole come “tolleranza”, “accoglienza”, “porte aperte”... per come continuare a praticarle, su quali ne siano i confini, ammesso che esistano.
Quelle stesse parole che il papa usa proprio dopo la mattanza civile di Parigi, una mattanza che oggi rischia di diventare la Sarajevo di una guerra che non ci aspettavamo, totale come non ci aspettavamo, mondiale come non ci aspettavamo, dentro di noi come il peggiore dei tumori.
Dovrebbe essere il sentiero della sostenibilità, quello che consente ai pedoni e ai ciclisti di muoversi senza utilizzare l'auto, sfruttando un'intera area del Comune per muoversi in totale sicurezza. Ma l'inciviltà a Roccafranca ha trasformato in una discarica persino questi tratti di strada, per così dire intimi e protetti.
I primi ad avere trasformato in una discarica inagibile questo tratto sono stati alcuni kossovari che erano già stati avvistati fuori da un distributore automatico di bevande in piazza Europa. Qui avevano prelevato delle bottiglie di birra che, una volta consumate, hanno distrutto in strada lasciando cocci ovunque. Analoga scena sul sentiero del villaggio dove i giovani immigrati sono stati avvistati dai residenti.
In questo tratto sono stati trovati pericolosi cocci di bottiglia e cartoni di pizza per un pasto consumato a sprezzo del decoro urbano.
Allarme sicurezza per i più piccoli in fatto di codice della strada a Chiari. A dirlo sono i dati snocciolati dalla Polizia Locale che ha rafforzato da alcune settimane i controlli su automobilisti con a bordo minori e soprattutto bambini.
Il bilancio dei vigili urbani denota una intensa attività di prevenzione visto che sono ben 5 mila i verbali elevati nei primi dieci mesi del 2015. Numeri importanti nei quali tuttavia si scorge la volontà di introdurre una prevenzione e una forma di sensibilizzazione nei confronti degli adulti per certi versi nuova. Spesso infatti i minori trasportati sul retro della vettura viaggiano senza cintura o, anche se allacciati, senza i dovuti rialzi di sicurezza che sono obbligatori per legge, onde evitare che la cintura da sicurezza si trasformi in un pericolo se non addirittura in un’arma letale.
Se gli italiani non penseranno a promuovere una politica estera di vera pace nei confronti degli altri popoli e se non cominceranno a rifiutare il buonismo dell'accoglienza per la comodità di non intraprendere azioni di pace e di democrazia negli altri paesi, ci attenderà la fine di una civiltà...
Non sappiamo cosa stia «pagando» la Francia, ma so per certo che, in Francia per l'ennesima trasferta d'oltralpe che ho fatto, si facevano belli di aver aperto a qualche migliaio di profughi (noi che ne abbiamo accolti a decine di migliaia) per poi far partire i bombardieri in Siria esattamente 24 ore dopo... Non scrivo questo perché rivendicato da Isis dopo gli attentati di Parigi, ma perché questa stessa cosa la scrissi tre mesi fa.
A terra e in fin di vita nella sua villa in via Bigoni a Chiari. Così lunedì pomeriggio è stato trovato il professor Gianfranco Pellegrini, luminare della chirurgia, oggi 94enne.
Sul volto alcune contusioni e ferite piuttosto vistose che hanno fatto scattare l'allarme. A segnalare una situazione di sospetto sono stati i sanitari del Pronto soccorso di Chiari, dove l'uomo è stato portato in ambulanza, dopo la chiamata del figlio Augusto.
Contusioni e ferite al volto hanno fatto insospettire i medici che hanno così chiesto ai carabinieri di intervenire per accertare le cause del ferimento.
Tra le prime ipotesi è spuntata inevitabilmente anche quella di un'aggressione a scopo di rapina. «I carabinieri – ha spiegato il figlio Augusto – sono stati molto attenti e molto cortesi: hanno provveduto a effettuare una serie di rilievi per scongiurare la presenza di persone terze all'interno. Purtroppo le condizioni di mio padre restano serie».
Tredici volte Microeditoria. A Chiari tante sono le volte che Villa Mazzotti ha accolto la rassegna dedicata alla piccola e piccolissima editoria e che quest'anno si svolgerà dal 6 all'8 novembre. Ieri mattina il Comune ha accolto la nuova presentazione con il presidente dell'associazione organizzatrice L'Impronta, Gianni Rocco, il direttore artistico Daniela Mena, il direttore del Sistema Sud Ovest Bresciano Fabio Bazoli, con la presidente Camilla Gritti, Annamaria Gandolfi, consigliere provinciale di parità e Marco Salogni di Chiari Servizi.
Ad accoglierli erano il sindaco Massimo Vizzardi e l'assessore alla cultura Laura Capitanio.
Ispirata a Expo e all'alimentazione, questa edizione vivrà anche un fuori-rassegna con teatro in piazza Zanardelli (la sera del sabato) e una mostra dedicata a un alimento speciale: il formaggio che avrebbero mangiato i longobardi 1000 anni fa e rinvenuto durante gli scavi in piazza Zanardelli nel 2007.
Giornata di grandissimo prestigio per l'Accademia Tennis Vavassori che il 4 ottobre ha accolto una conferenza di presentazione del progetto federale che ha visto Palazzolo diventare una delle quattro sedi italiane come Centro tecnico permanente Under 17, Centro Periferico di allenamento Under 14 e Centro di aggregazione provinciale Under 11.
Momento d'oro per il tennista palazzolese Angelo Sala, 89 anni, reduce dalla finale di coppa del mondo, persa con lo statunitense Clem Hopp (87 anni). Il suo secondo posto in singolo si affianca al secondo posto ottenuto nel doppio misto, con una ungherese di 87 anni. «Abbiamo perso contro una coppia affiatatissima – spiega Sala –. La coppia Main e la tennista Asch sono infatti i più forti del settore. Era la prima volta che mi cimentavo in una gara di misto e ai mondiali siamo arrivati secondi. Non avevo mai giocato con la mia compagna ungherese, che era peraltro emozionatissima, al punto da tremare come una foglia».
Addio a "Ciro"
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in dialogo con Aldo Cazzullo per il centenario dell'Istituto Salesiano
Onde Musicali sul Lago d’Iseo non si ferma
Addio a Franco Baresi