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Il paese di Castelcovati si è fermato ieri mattina per almeno tre ore, nel tentativo di salutare per l'ultima volta il 16enne Alberto Nodari e di consolarne la famiglia. Alberto è morto in moto, sabato, verso le 17, facendo tutto da solo. Ha finito per sbattere con il suo sogno, una Ktm 125, contro l'asfalto e i muri di cinta di alcune abitazioni, in via Tagliata, a Chiari.
Dalle 9 a mezzogiorno inoltrato la comunità si è stretta intorno al fratello Mirco, ai genitori Norberto e Angela Barboglio, con una presenza impressionante. La chiesa di S. Antonio era infatti piena oltre l'immaginabile. Fuori alcuni lenzuoli raccontano il dolore degli amici: «Una volta che potevi tardare per davvero, te ne sei andato troppo presto».
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Quando l'elicottero si alza, il rumore delle pale non riesce a vincere la potenza drammatica del silenzio. Il vortice di emozioni scuote centinaia di presenti. Mentre l'eliambulanza si alza, il medico rianimatore può guardare sotto di sé la forma e il colore del dolore, quella di una vita giovanissima in mezzo alla strada, nascosta da un lenzuolo verde. La causa è cinquanta metri più avanti: si chiama moto e a dire che sia la causa sono le statistiche, le forze dell'ordine che insegnano nelle scuole e i professionisti del dolore, ossia i genitori che hanno perso figli in sella a un moto.
Alberto Nodari, 16 anni, di Castelcovati, è sotto quel lenzuolo... Rientrava da Chiari in sella alla sua Ktm, una moto con cui non scherzi, una moto che ti tradisce appena «sfrizioni», appena ti permetti una distrazione.
Si è spento ieri mattina, domenica, nel reparto di cure palliative di Orzinuovi, il clarense Adolfo Zipponi.
Aveva 71 anni ed era da sempre un uomo della Chiari impegnata, dalla politica (fu vice sindaco con il mandato di Alberto Cenini) tra gli anni Ottanta e Novanta, coordinatore dell'Ussl di Chiari nel Comitato garanti con Piergiorgio Pietta.
Ha presieduto la sezione Avis di Chiari e il corpo bandistico Gianbattista Pedersoli, a cui era legatissimo. Mino Facchetti, ex sindaco, ne era amico: «Uomo di grande passione politica, ha servito la città senza servirsene. Ha messo con gioia i suoi talenti a servizio della comunità. Amministratore comunale. Raffinato tenore nella scuola di canto, difensore dei diritti del malato presso l'ospedale Mellini, artefice di innumerevoli iniziative culturali e sociali, è stato un amico leale e solidale».
Il sindaco Massimo Vizzardi: «Se ne va un appassionato dell'impegno civico, dalla politica all'associazionismo».
Terremoto per il gruppo Dmail Group, specializzato nella stampa di settimanali di informazione anche nella nostra provincia. Con sede a Merate, il gruppo, che qualche anno fa ha aperto periodici come Chiariweek, Manerbio Week e Montichiari Week, si è vista decapitare il vertice dalla magistratura. E' stato infatti arrestato il presidente della società Vittorio Farina per la presunta «distrazione» di 50 milioni di euro, aggravando il dissesto della società in cui operava di circa 25 milioni di euro. Questa l'accusa. A operare la custodia cautelare del 62enne è stata la Guardia di finanza di Torino, che il 14 settembre è intervenuta nell'abitazione di Segrate in cui vive Farina.
VIDEO IN BASSO: RIVEDI LA CORSA! (LA GARA A 1 ORA E 51 MINUTI DEL VIDEO)
Incontrastabile Marengo che poco fa si è aggiudicata l'ottavo Palio delle Quadre consecutivo.
Lo ha fatto in un palio piovoso: non cadeva pioggia durante la corsa da ben 38 anni.
Complice il nuovo regolamento la corsa è stata magnifica: ha visto assecondarsi in testa ben tre quadre. La prima frazione ha premiato Zeveto che staccava su Marengo, Villatico e Cortezzano. Poi un primo ribaltone alla seconda frazione, con Marengo che passa davanti e guida su Villatico e Zeveto, mentre Cortezzano è già lontana.
Questa sera sarà la giornata clou per il Palio delle Quadre di Chiari in fatto di eventi musicali.
Tra tutti i sette giorni della festa, spicca infatti il mercoledì sera in piazza Zanardelli, con Roberto Vecchioni. Il concerto è stato patrocinato e voluto dal Comune di Chiari, interamente finanziato grazie ad aziende sponsor che hanno affiancato l'Amministrazione nell'allestimento del palco e della strumentazione come nel cachet dell'artista brianzolo-bresciano.
Il vecchio saggio della canzone italiana salirà sul palco alle 21, per una nuova tappa del tour «La vita che si ama». Gli accessi sono previsti da via Bettolini sotto un rigido controllo delle forze dell'ordine. La polizia municipale ricorda che non potranno essere portati all'interno della piazza né bicchieri né bottigliere di vetro, pena salate multe.
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Dai sedici anni in su e residenti da almeno due anni. Cambia con con un solo articolo, ma in modo drastico il regolamento della corsa del Palio delle Quadre di Chiari, improntandosi a una sorta di «denominazione di origine controllata» degli atleti.
Nei giorni scorsi la presentazione della 39a edizione della straordinaria settimana di festa e sport nel centro storico clarense. L'assessore alle Quadre Laura Capitanio ha fatto gli onori di casa ufficializzando la nuova formula che vieta a qualsiasi atleta non clarense di partecipare alla corsa a perdifiato per le vie del centro storico.
Una scelta che di fatto vuole evitare la campagna acquisti spesso esasperata che ha riguardato alcune quadre in passato, con la convocazione di atleti di altri Comuni pur di potenziare la batteria della gara 4x4 sulle strade della Via Crucis.
Montini se n'è andato a 82 anni. Se ne va una persona vera
Con un duomo gremito, Chiari ha salutato l'1 settembre per l'ultima volta Benito Montini. A 82 anni se n'è andato un colosso di grinta e di voglia di vivere. Un punto di riferimento per tutta la città, avendo guidato per tanti anni l'Associazione Pensionati ed essendone ancora l'anima, avendo altresì occupato lo scranno da consigliere in due mandati circa vent'anni fa.
Dopo breve malattia, il 30 agosto Montini è scomparso lasciando un vuoto enorme nell'associazione.
Mino Facchetti da sindaco lo ebbe come consigliere di maggioranza e di opposizione in due mandati: «Un amico, un galantuomo. Da lui in via Milano, imparai tanti anni fa a tenere le redini del cavallo e a guidare il trattore. Il duomo ha pianto un grande uomo. Allora i Montini avevano un solaio in via Milano: qui facevano essiccare il grano. Io abitavo in quella campagna e fu lui a farmi sentire grande stando sul carro o sul trattore. Ho visto occhi lucidi ovunque».
Andrea Gadeschi nel 2013 ha fatto i bagagli anche se avrebbe preferito restare. Il dolore e le messe non sono bastate.
Ma qualcosa di più grande è successo. Incomprensibile come l’addio, indescrivibile come l’amore che un genitore può provare dal primo giorno che un figlio arriva. Straziante e inaccettabile come il giorno in cui prematuramente ha dovuto andarsene…
Ma qualcosa di più grande è successo.
Come un’anima ineffabile che aleggia sui campi di mais e le sacre piante dell’oratorio di Ludriano, Andrea è tornato a prendere la mano dei suoi genitori per un altro anno…
Non c’è dolore più grande del pronunciare il nome di un figlio che non c’è più.
Non c’è coraggio più grande del farlo tornare senza toccarlo.
Addio a "Ciro"
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in dialogo con Aldo Cazzullo per il centenario dell'Istituto Salesiano
Onde Musicali sul Lago d’Iseo non si ferma
Addio a Franco Baresi