Ricordare un amico scomparso troppo giovane attraverso un'opera d'arte.
E' accaduto a Chiari, grazie ad alcuni giovani graffitari che hanno dipinto la memoria di Adrian Bursan su un grande muro, dietro l'Istituto tecnico Einaudi.
Il suo volto, le firme dei suoi amici e familiari sono diventati un'opera d'arte lunga più di cinque metri e alta due.
Per il ragazzo, scomparso tragicamente a 17 anni nell'aprile del 2016 a Chiari, alcuni amici hanno infatti pensato di ricorrere all'arte delle bombolette spray, intitolandogli un ricordo duraturo.
Il tutto è stato patrocinato anche dallo Spazio Giovani, dello sportello Informagiovani del Comune, che ha scelto di lanciare l'iniziativa anche sul proprio portale per ricordare lo sfortunato ragazzo.
Il giovane frequentava il Centro di formazione professionale Zanardelli di Chiari.
Alle spalle una storia tra luci e ombre. La vittima un albanese di Chiari, come l'investitrice
C'è una fitta serie di coincidenze che si incrociano dietro alla vita di Donatella Chiari e Agron Bashmeta. Lei ha investito ieri mattina lui, a Villongo. Dopo i soccorsi l'albanese è morto. Tragedie, vicende tra il rosa e il nero, come pure un paio di storie scabrose che hanno contribuito a non far dimenticare a Chiari le loro storie.
Una cosa è certa: una profonda amicizia li ha uniti per poi dividerli tragicamente, per quella insondabile legge degli affetti che da sempre anima storie bellissime come finali tragici.
Ieri è stato così: un'auto che investe, magari per istintiva difesa di fuga, e uccide.
Il passato ha tante storie per queste due persone, prima legate da affetto, oggi divise per sempre.
Il gioco dei salti ha finito per colpire un bambino di 8 anni
Poteva costare davvero caro a un bambino di otto anni un gioco irrinunciabile sul fiume Oglio.
Ieri pomeriggio, verso le 15, in località Oasi Pensionati a Orzinuovi, alcuni bambini erano intenti a divertirsi lanciando sassi piatti a pelo d'acqua, quando è accaduto l'impensabile davanti ai genitori.
Stando a una prima ricostruzione della dinamica, uno dei bambini ha lanciato per errore un sasso che anziché finire in acqua ha colpito alla tempia un amichetto. Il colpo è stato terribile, tanto che il cuoio capelluto del bambino è stato sollevato dallo sfregio.
Sono seguiti attimi di panico: mentre il volto del bimbo si è trasformato in una maschera di sangue, scorrevano troppi minuti, per un imprevisto in cui è incappata l'ambulanza del 118 (Croce Verde di Orzinuovi).
E' un futuro senza più nubi quello della scuola materna Mazzotti-Bergomi di Chiari. Almeno nel breve periodo la sopravvivenza dell'istituto sembra infatti garantita dall'apprezzamento riscosso dall'ente in fatto di iscrizioni.
L'anno orribile era stato il 2016, che aveva registrato un calo significativo delle iscrizioni e anche il licenziamento di due insegnanti per tale calo. Con la riduzione dei trasferimenti da parte del Comune, che aveva dovuto fare i conti con un calo delle entrate e inteso equipararsi ad altri Comuni della zona in fatto di contributi (oggi a quota 150 mila euro), le previsioni parevano nefaste.
E invece ecco la sorpresa: iscrizioni stabili, rette invariate (180 euro compresi i pasti), sette sezioni confermate e personale invariato.
L’epilogo del torneo sociale per lo Shotokan Karate Chiari si è svolto sabato 14 maggio al palazzetto dello sport in via SS. Trinità.
Questa secondo appuntamento ha radunato nuovamente tutti i soci del dojo clarense che si sono affrontati in prove di kata, gli stessi kata che dovranno presentare all’esame che a metà giugno decreterà il passaggio di cintura.
Ampia la partecipazione, come sempre, con quasi 90 atleti che hanno visto sommare l’odierno risultato a quello della prima sessione di dicembre.
I vincitori di categoria di quest’anno sono: per i bambini cintura bianca Turcanu Alin, cintura gialla Alhawachi Ilias, cintura arancio Pelati Camilla, cintura verde Elaloui Selma, cintura blu Barbieri Francesco, cintura marrone Davide Ramera.
Per la categoria agonisti maschile Hamza Zarouali e Beatrice Mantegari per le femmine; per gli amatori cinture colorate Garofalo Giovanni e Deborah Mazzotti per le cinture nere.
L'11 maggio sera se ne stava andando dritto in Giunta, quando è stato attirato dal pianto disperato di un gattino in via Molino. Così l'assessore allo sport Angelo Brocchetti non ci ha pensato un istante e ha rinviato la riunione a Palazzo Fenaroli per tentare un salvataggio degno dei vigili del fuoco.
Ha quindi contattato l'elettricista del Comune Natale Bonetti e l'amico Roberto Rossi: il primo conoscendo la rete comunale è stato in grado di individuare il tombino dal quale ispezionare l'elettrodotto, fortunatamente vuoto, in cui era finito il gattino.
Quindi dopo aver bloccato la strada sono iniziati i tentativi di estrazione: dopo qualche minuto è arrivato il momento tanto atteso: «Mi sono trovato in mano un batuffolo di pelo – spiega l'assessore -. Dopo avergli dato da bere lo abbiamo visto darsela a gambe raggiungendo il parco qui vicino».
A Rudiano è tornata una classica di primavera: il 30 aprile l’Aido è stata la «Girada en sö e ‘n zo de l’Oi». Si tratta di una marcia non competitiva con centinaia di iscrizioni ogni anno, dedicata alla memoria di due cittadini, Angelo Pirletti e Giuseppe Bergomi, volontari non più tra noi che furono tra i fondatori della sezione Aido rudianese.
La gara rudianese taglia quest’anno la 41a edizione, un record assoluto in provincia che ha meritato all’associazione organizzatrice il riconoscimento della Federazione amatori podisti.
Nei giorni scorsi, infatti, la Fiasp ha premiato Angelo Consolandi, tra i coordinatori dell’evento, per la longevità della gara, a cui si affianca, nella provincia di Bergamo, l’altra gara pure premiata: il Trittico delle tartarughe che si svolge nel capoluogo orobico.
A tutti i partecipanti è stato offerto un omaggio in generi alimentari.
L'Italia dello sport e l'industria dell'abbigliamento sportivo hanno perso un grande uomo. (VIDEO IN BASSO)
Ieri, di primo mattino, se n'è andato in punta di piedi Battista Riva, 84 anni, l'uomo che negli anni Cinquanta, con i fratelli Paolo e Rino (ancora in vita), fondò a Rudiano la Tepa Sport, azienda leader per scarpe da calcio e fashion sportivo, al punto da vestire intere squadre di serie A e trovare spassionati testimonial in figure come il presidente del consiglio Giulio Andreotti o papa Giovanni Paolo II.
Residente a Rovato da diversi anni, con la moglie Agnese Urgnani - che lo piange con i figli Angelo, Francesca e Tiberio – era rudianese per vocazione, non soltanto per le sue origini.
Tanti uomini storicamente hanno rappresentato il più colossale inganno alla famiglia: uomo libero di fare ogni cosa, maltrattare donne, tradire, odiare, dare per scontato e normale il proprio libertinaggio... Pian piano questi errori sono, non dico retrocessi, ma almeno sempre più riconosciuti.
E in questo periodo dell'umanità, accade ora che troppe donne stanno deragliando... Non lo dico io: in ultima analisi, purtroppo, lo dicono i reparti di psichiatria. E non parlo di donne vittime di violenza, ma di giovani donne, come di donne mature, che non sanno più cosa vogliono soprattutto perché confuse da un misto di affrancamento e da una vergognosa campagna mediatica che mescola una sempre più densa filmografia del tradimento o dell'abbandono coniugale con uno status symbol, un presunto stato di libertà.
A Chiari, Angela abita da cinque anni, e lavora con gli anziani. Non ha mai raccontato la sua storia, così diversa dall’ordinario. Ha portato dalla Russia un baule di foto, fa quasi venire la voglia di farci una mostra.
Angela è figlia d’arte. Il suo racconto inizia sfogliando questi album, ma non si è concluso. La vita del circo è intrisa di umanità e passione, troppo ricca, faticosa e libera per poter essere imbrigliata in poche righe.
Vengo da una famiglia di circensi
Addio a "Ciro"
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in dialogo con Aldo Cazzullo per il centenario dell'Istituto Salesiano
Onde Musicali sul Lago d’Iseo non si ferma
Addio a Franco Baresi