Serata da brividi per la 19enne di Roccafranca Giada Mercandelli sabato sera a Castrocaro. Su Rai 1 la cantante si è esibita al festival della canzone più importante dopo Sanremo con il trio La dolce vita costituito dalla milanese Ilaria De Angelis e il soprano iraniano Masha Salimi.
Un'esibizione straordinaria che ha visto il trio superare la prima fase eliminatoria (12 interpreti), passando al gruppo degli 8 finalisti, dopo aver affrontato in un confronto diretto il gruppo dei Metrò.
Giada Mercandelli, diciannovenne di Roccafranca, è approdata a Castrocaro. Questa sera, dalle 21, Rai 1 diffonderà la voce dei migliori giovani cantanti italiani e ci sarà anche Giada, con il trio «La dolce vita» costituito con la milanese Ilaria De Angelis e il soprano iraniano Masha Salimi. Tre figure diverse eppure integrate dal produttore Tony Labriola, che ha impiegato due anni a formare il trio che ha ottenuto la qualificazione a Castrocaro, dopo il concerto di selezione a Modena. Doppio il turno di questa sera che trova un'emozionatissima Giada con famiglia al seguito. La prima fase, con 12 partecipanti, sarà dedicata a una cover in occasione del 60° di Castrocaro.
VIDEO IN BASSO Di nuovo in fiamme il Parco dell'Oglio Nord, con una doppietta quasi certamente dolosa in nemmeno dodici ore. Venerdì a Roccafranca si è svolto l'intervento più impegnativo, con un areale in fiamme per quasi 10 mila metri. Una situazione che ha bissato un primo rogo avvenuto giovedì sera, quando già i vigili del fuoco di Orzinuovi erano intervenuti per arginare le fiamme nello stesso punto di ieri mattina. Una situazione che pareva sotto controllo e che invece si è riproposta ieri su larga scala, interessando a macchie di leopardo una grande area bosc iva a pochi metri dalla località cascina Facchetti. Le fiamme hanno finito per provocare la caduta di diversi alberi e hanno cancellato centinaia di metri di bosco, distruggendo piante e sottobosco.
VIDEO IN BASSO Per due volte la sua nave si è inchinata al terrore, distante dalla tragedia per pochi minuti, pochi chilometri. Il clarense Enrico Rubagotti, camionista sulle lunghe tratte, ha assistito per due anni consecutivi al terrore più efferato, standosene impotente, ma sicuro, su una nave col suo camion.
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Un misto di agnizioni topografiche e di rivelazioni, per far «abitare» un libro senza raccontarne il finale. E' così che lo scrittore invita nei luoghi del suo libro i lettori, conducendoli a Botticino: l'appuntamento è per il 27 agosto, a partire dalle 8.30.
Rodolfo Apostoli, clarense, ma nativo di Botticino, è un dirigente scolastico in pensione. Uno di quei manager scolastici che amano la scuola fino a donarcisi completamente, inventando metodi educativi, proponendo varianti straordinarie rispetto agli stretti margini ammessi dal Ministero, per poi intraprendere, una volta arrivata la pensione, il sogno lasciato sotto le ceneri della carriera.
Il suo libro, «Il mulino dell'ora» è diventato così anche un viaggio nei luoghi dell'ispirazione.
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Marta Ossoli, 29 anni, si è aggiudicata il Premio Nazionale Franco Enriquez. Per la giovane attrice di Urago d'Oglio, l'annuncio è arrivato pochi giorni fa dalla Città di Sirolo (Ancona) dove il 30 agosto, alle 21, si svolgerà la cerimonia ufficiale per la consegna dei premi. Appuntamento al Teatro Cortesi.
La tredicesima edizione del Premio ha premiato l'uraghese per la categoria Teatro Contemporaneo (sezione Giovani Grandi interpreti).
A fulminare la giuria è stata la sua interpretazione nella Cleopatràs di Giovanni Testori (regia di Mino Manni). Un premio che ha commosso Marta, che in questo periodo è impegnata con un ciclo molto apprezzato di letture itineranti dei Promessi Sposi.
Appalto compiuto per la farmacia comunale di Chiari.
Per il nuovo esercizio farmaceutico di viale Mazzini si è infatti aggiudicata i lavori la ditta torinese Gandelli Legnami Srl.
Un'aggiudicazione su un'opera dal costo previsto di 500 mila euro che riporterà a Chiari, nonostante la polemica sollevata dai farmacisti locali e dalle minoranze, una farmacia comunale.
L'aggiudicazione si è basata sul mero criterio economico, dopo che la commissione giudicatrice ha escluso anomalie come l'eccesso di ribasso e il possesso di tutti i requisiti necessari a partecipare.
I lavori inizieranno nei prossimi giorni: ancora un mese di formalità per rendere esecutivo il progetto e approntare la sicurezza del cantiere e verrà demolito l'immobile del bar a fianco dell'azienda ospedaliera Mellino Mellini.
Tra poche ore sarò e saremo nei Paesi Baschi. Donostia, alias San Sebastian. (Done sta per santo in lingua basca). Alla "ricerca" di una vecchia pubblicità della Coca Cola che vedeva un ragazzino di nome Edoardo tuffarsi come portiere durante una magnifica partita di calcio con gli amici del quartiere in un vicolo. Il suo nome veniva urlato dalla madre, esasperata per la cena ormai pronta.
Non mi interessa ovviamente il marchio della multinazionale, ma la mente degli autori di quella pubblicità, che hanno realizzato un capolavoro filmico ormai introvabile (sono migliaia i copy filmici di Coca Cola). Se lo trovate segnalatemelo, vi prego.
Donostia (ovvero in lingua Euskara San Sebastian) è un cruccio che ho da tempo. Ci sono stato per due volte e per due volte non sono riuscito a restare più di quanto volevo.
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La Polisportiva di Urago d'Oglio da ieri è sfrattata per inadempienze contrattuali dal centro sportivo di via Rudiano. Così ha voluto il Comune, con il sindaco Antonella Podavitte che si è presentata di persona per invitare l'associazione a lasciare il centro, a fronte di un'ordinanza che era stata emessa lo scorso anno, il 3 agosto. Per un'intera stagione il Comune ha chiuso un occhio per garantire la continuità delle attività sportive, ma da un mese a questa parte, con la fine dei campionati, non ha più atteso. A metà giugno ha ripreso possesso della parte cantierata del centro sportivo a sud e ieri della parte già esistente, a nord, con superfici polifunzionali, una superficie coperta con «pallone» e il campo da calcio a 11.
Una scena surreale che prosegue da alcuni mesi in via Fiume Oglio a Roccafranca, ma non solo.
Le reti della Telecom sono ormai un colabrodo e le proteste dei cittadini contano ben poco.
Nella via diretta al fiume si riscontra una delle situazioni più clamorose con almeno duecento metri di cavidotti penzolanti e a dir poco anti estetici.
Se l’ufficio tecnico del Comune rimanda a Telecom le responsabilità di una situazione tanto assurda, da parte sua la società telefonica ha nicchiato, facendo sapere di provvedere a un sopralluogo nei prossimi giorni.
«Ma noi – spiegano alcuni cittadini della via – abbiamo da tempo problemi di connessione a internet e difficoltà con il telefono.
Quello che temiamo è che su queste linee la Telecom stia intervenendo in modo occasionale e non definitivo, lasciando volanti una marea di cavi che finiscono per essere un pugno nell’occhio».
Addio a "Ciro"
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa in dialogo con Aldo Cazzullo per il centenario dell'Istituto Salesiano
Onde Musicali sul Lago d’Iseo non si ferma
Addio a Franco Baresi