Lo spirito del mistero è vivissimo a Chiari, e per spirito si intende letteralmente quanto contenuto in bottiglie di buona fattura in Franciacorta e in alcuni liquorifici. Non c’è pace per la crimininalità, micro o macro che sia, a Chiari. Nessun Comune può dirsi baciato in fatto di statistiche in questo senso, e in più quanto accaduto a Chiari nemmeno si sa quanto confini con il nuovo metodo di raccolta differenziata e con l’imbecillità di qualcuno. A giudicare dalle immagini invateci, infatti, pare più si tratti di un furto o tentato tale. Ladri o incivili paiono gli autori di quanto commesso nei giorni scorsi con danni ambientali evidenti.
Il fatto, che ha dell’incredibile, ha visto abbandonareo un intero carrello della spesa , pressoché pieno di bottiglie di alcolici, in un canale irriguo. Certamente non pare un abbandono casuale e un disfacimento di rifiuti, bensì più la refurtiva frutto di un furto visto che le bottiglie ritrovate erano piene di alcol.
Che la tavola possa avvicinare alla devozione lo dicono i numeri: tra il tavolo e l'altare, a Castelcovati, il passo è breve, mentre è enorme la distanza calorica tra una comunione sacra e quella comunione profana che invece accomuna le migliaia di visitatori che hanno consumato «canunsèi» in queste due settimane in onore del patrono S. Antonio.
Si conferma da record la rassegna «I Canunsèi de Sant'Antone», che ieri ha staccato l'ultimo ticket da un calendario ricco di appuntamenti.
Il sindaco Camilla Gritti, ideatore dell'evento giunto all'ottava edizione, ieri pomeriggio era come di consuetudine tra il bancone della cucina e la sala, a servire il prelibato primo piatto degno di «Denominazione comunale», che ha fatto registrare vendite da record. «Siamo in linea con gli altri anni – spiega il primo cittadini – abbondantemente sopra i 10 quintali di canunsèi. Se consideriamo che il palatenda dell'oratorio tiene 400 posti i conti sono presto fatti».
Lo sapevamo: Pd, Lega e Forza Italia continuano nella spartizione del manageriato pubblico senza alcun dietro-front. Alla direzione generale e a tutti i vassalli della sanità è arrivato nei giorni scorsi il nuovo risciacquo delle cariche, con la spedizione a Chiari di Mauro Borelli, in quota Lega.
Che la sua appartenenza partitica non sia una semplice parentela lo dimostra la mail che nel 2011 l’allora direttore generale dell’Asl, Mauro Borelli, mandò ai colleghi dirigenti e subordinati. Un contributo volontario (di migliaia di euro ndr) da versare nelle casse del Carroccio, replicò lui in un'intervista.
E’ il primo giorno di Avvento. La Città, una qualsiasi città italiana, Chiari, si veste di Natale, si illumina di un primo improbabile abbozzo di consumismo, in definitiva cerca di lasciare alle spalle ciò che il mondo ci sta drammaticamente raccontando.
Nella parrocchia più grande della provincia si mette mano al lucido per i banchi del Duomo, ai nuovi paramenti per la festa delle feste cristiane, si tenta di recuperare il recuperabile per una comunità che si interroga confusa, spaesata e spaventata per cosa possano significare ancora parole come “tolleranza”, “accoglienza”, “porte aperte”... per come continuare a praticarle, su quali ne siano i confini, ammesso che esistano.
Quelle stesse parole che il papa usa proprio dopo la mattanza civile di Parigi, una mattanza che oggi rischia di diventare la Sarajevo di una guerra che non ci aspettavamo, totale come non ci aspettavamo, mondiale come non ci aspettavamo, dentro di noi come il peggiore dei tumori.
La passeggiata pedonale a lago si è fermata a Toline ed il viaggio intorno al Sebino si può ora completare nella parte bresciana, in direzione nord, con due percorsi alternativi.
Il primo, quasi totalmente in galleria, bypassa tutto il territorio di Pisogne ed immette oltre nell'area più industrializzata della Valle Camonica.
Il secondo percorso recupera l'ultimo tratto a lago della vecchia litoranea e punta, dopo Govine, direttamente al centro dell'abitato Pisognese.
Le due strade danno il segno più evidente di una Comunità e di luoghi dalla doppia fisionomia ed alla appartenenza Sebina e Camuna di Pisogne, duplicità che si legge oggi più di ieri nelle realizzazioni ed aspirazioni pubbliche, nel distacco tra l'abitato concentrico alla piazza Mercato di Pisogne e nell'intervenuto trasferimento a pochi chilometri in valle di tutte le numerose attività industriali, già presenti ed attive a contatto con il centro storico.
Oltre 600 mila euro di interventi per la ristrutturazione
Un Natale anticipato, con tanto di dono sotto l'albero, o meglio una Santa Lucia, per la comunità di Cizzago che il 13 dicembre, con una messa solenne ha salutato il nuovissimo sagrato della parrocchiale di San Giorgio. Nuovissimo ma soprattutto primo e unico, come ha ricordato il parroco don Giordano Bettenzana al vescovo ausiliare monsignor Vigilio Mario Olmi, che ha celebrato la messa: «Qui per un secolo e dieci anni ci sono state solo erbacce, terra battuta e nient'altro. Risale infatti al 1905 la consacrazione della nostra chiesa sotto il clarense Giovan Battista Rota, vescovo di Lodi. Ora grazie a uno sforzo importante abbiamo questo spazio che è un cammino verso Gesù».
Cinque volte di corsa per Chiari senza le renne ma con barba e l'inconfondibile livrea bianco e rossa. E' tutto pronto per un'insolita gara tra Santa Claus nel centro storico clarense a partire da piazza Rocca.
La gara è in programma per il 20 dicembre e le iscrizioni sono state aperte dalla Pgs Samber 84, l'associazione che da cinque anni a questa parte organizza una gara che ha centrato e superato anche la soglia dei 600 partecipanti.
Una gara spassosissima per chi vi assiste e per chi la prende come passerella natalizia, decisamente più impegnativa invece per gli agonisti che prendono parte alla sezione «runner». Organizzata con il contributo dell'oratorio di San Bernardino e con la collaborazione del Comune, la gara si articola su due percorsi di 3 e 6 chilometri.
Unica regola: è d'obbligo vestire costume e cappello di Babbo Natale.
A Roccafranca un'altra auto rubata. A Chiari devastano una chiesa
E' ormai un bollettino di guerra quello dei furti nella Bassa Bresciana e in particolare nel quadrante ovest. Ieri sera, verso le 21.30 i banditi hanno messo a segno l'ennesimo furto. E' avvenuto a Roccafranca, in via San Gervasio.
I ladri si sono impossessati di una vettura Ford Escort della famiglia Franzelli. Si sospetta che il furto sia finalizzato a una rapina. Sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri della stazione di Rudiano che hanno da subito allertato i colleghi per la ricerca e scongiurare eventuali azioni successive dei malviventi.
Sempre a Roccafranca lunedì sono stati rinvenuti i resti di un furto con scasso in alcuni bar della zona: in località «Cizzaghetto» sono stati rintracciati i cambiamonete asportati da esercizi in possesso di slot machine.
Rischio notti insonni per alcuni giorni per i residenti del quartiere ovest di Chiari. Per l'abitato a ridosso della ferrovia infatti è in arrivo un maxi cantiere delle Fs che è destinato a lavori di manutenzione su tutto il tratto.
Il disagio, salvo imprevisti, riguarda il periodo dal 30 novembre all'11 dicembre, escluse le notti tra sabato e domenica che saranno invece senza disturbo. In questi giorni i decibel saliranno anche a 80 in piena notte, con debutto dei lavori alle 22 e conclusione per le 5, con l'intento di non ostacolare particolarmente il traffico ferroviario.
In programma ci sono lavorazioni di binario, con lavori di deviazione e campate di binario. I lavori sono in carico alla ditta Costruzioni Linee Ferroviarie Spa, che ha richiesto all'ufficio ecologia di Chiari una deroga al rispetto dei limiti acustici previsti dalla legge.